martedì 5 febbraio 2008


La poesia ha il compito di 'finire' la lingua e di segnare i limiti di una forma, solo perchè l'esistenza non dimentichi di darsi e la verità stessa non abbandoni l'essere nostro alla sordità.

Arnaldo Colasanti

lunedì 4 febbraio 2008


Crescono improvvisamente dall’amore
E poi di colpo
Adulti
Tenendosi per mano
Vagano nella grande folla
Cuori catturati come uccelli
Profili sbiaditi nel crepuscolo
So che nei loro cuori
Pulsa l’intera umanità
Tenendosi per mano
Siedono zitti sulla riva
Un tronco d’albero
Terra al chiaro di luna
Triangolo che arde
Nel sussurro incompiuto
Non si è ancora levata la nebbia
Il cuore dei fanciulli in alto
Sopra il fiume
Sarà sempre così?
Mi domando
Quando si alzeranno di qui e andranno via
O altrimenti
Una coppa di luce
Inclinata tra le piante
In ognuna rivela un fondo ancora ignoto
Quello che in voi ebbe inizio
Saprete non guastarlo?
Separerete sempre
Il bene dal male?

Karol Wojtyla, Fanciulli

domenica 3 febbraio 2008

...e anche il fatto che il Verbo abbia tre persone (Io, Tu, Egli) è estremamente significativo e decisivo. Cioè il rapporto tra l'io e il tu - anche il rapporto amoroso - è possibile se c'è l'egli, cioè la creazione e il rispetto della vera alterità nell'altro. L'egli che è presente nel rapporto io-tu non è qualcosa di aggiuntivo, ma è ciò che crea l'egli nel tu, l'alterità vera in te che mi parli, in te che mi ami, in te che mi chiedi qualcosa.

Piero Bigongiari

sabato 2 febbraio 2008

"Mio caro, mio caro. La gente continua pure ad amare Dio per tutta la vita senza vederlo."
"Questo non è il nostro genere d'amore."
"A volte penso che non ne esista di nessun altro genere."

Graham Greene, da Fine di una storia

sabato 12 gennaio 2008

La luce giunge a lambire il tardo
meriggio di un settembre ridestato;
restituisce i colori allo sguardo
alla realtà il suo significato.

Lontano, oltre le case, il campanile,
tra brevi giochi d'acqua di fontane,
intona una sinfonia primaverile
tinta dal canto antico di campane.

Per terra, attorno, la pietra bagnata
ha perso il suo polveroso velo
e piazza Santissima Annunziata
specchia a pozze l'azzurro del cielo.

Riecco che goccia a goccia il vero
torna a distillare la sua essenza;
nel suo respiro arde d'esistenza
una stilla vibrante di mistero.

Giovanni, In piazza Santissima Annunziata

venerdì 11 gennaio 2008

Quello che non era nel mio progetto, era nel piano di Dio.

S. Edith Stein

martedì 1 gennaio 2008

Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d'etterno consiglio,

tu se' colei che l'umana natura

nobilitasti sì, che 'l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l'amore,

per lo cui caldo ne l'etterna pace
così è germinato questo fiore.

Qui se' a noi meridïana face

di caritate, e giuso, intra ' mortali,
se' di speranza fontana vivace.

Donna, se' tanto grande e tanto vali,

che qual vuol grazia e a te non ricorre,
sua disïanza vuol volar sanz' ali.

La tua benignità non pur soccorre

a chi domanda, ma molte fïate
liberamente al dimandar precorre.

In te misericordia, in te pietate,

in te magnificenza, in te s'aduna
quantunque in creatura è di bontate.

Or questi, che da l'infima lacuna

de l'universo infin qui ha vedute
le vite spiritali ad una ad una,

supplica a te, per grazia, di virtute

tanto, che possa con li occhi levarsi
più alto verso l'ultima salute.

E io, che mai per mio veder non arsi

più ch'i' fo per lo suo, tutti miei prieghi
ti porgo, e priego che non sieno scarsi,

perché tu ogne nube li disleghi

di sua mortalità co' prieghi tuoi,
sì che 'l sommo piacer li si dispieghi.

Ancor ti priego, regina, che puoi

ciò che tu vuoli, che conservi sani,
dopo tanto veder, li affetti suoi.

Vinca tua guardia i movimenti umani:

vedi Beatrice con quanti beati
per li miei prieghi ti chiudon le mani!

Dante Alighieri, Inno alla Vergine