lunedì 24 settembre 2012

Pierre aux pieds













Chi oggi salga lungo i sentieri alpini della Vanoise, troverà ancora, a due ore di marcia dal rifugio di Vallonbrun, sullo sprone di roccia che culmina verso il cielo a 2.700  metri, l'impressionante "Pierre aux Pieds", che vede salire - appaiati verso il fastigio - ottantadue piccoli piedi scavati, nella roccia compatta, sin dal neolitico: preghiera votiva verso il cielo, slancio nell'aldilà del visibile, cammino verso la luce di vita?

[...]

L'uomo, da quando abita la terra, la abita camminando in cielo.

Carlo Ossola, da Il continente interiore

giovedì 13 settembre 2012

Thomas Carlyle













Un pensiero musicale è un pensiero parlato da una mente che è penetrata nel cuore più intimo della cosa, che ne ha scoperto il più intimo mistero, la melodia che giace nascosta in essa, l'interiore armonia di coerenza che è l'anima sua, per la quale essa esiste, ed ha il diritto di esistere, qui, in questo mondo. Possiamo dire che tutte le più intime cose sono melodiose, si esprimono naturalmente in canto.

[...]

Noi dunque chiameremo la poesia pensiero musicale. Il poeta è colui che pensa in tal modo.

Thomas Carlyle, da Gli eroi

lunedì 3 settembre 2012

Giorgio Agamben













Come il sacrificio restituisce al mondo sacro ciò che l'uso servile ha degradato e reso profano, così, attraverso la trasfigurazione poetica, l'oggetto è strappato tanto alla fruizione che all'accumulazione e restituito al suo stato originale.
 
Giorgio Abamben, da Stanze

lunedì 27 agosto 2012

Dietrich Bonhoeffer



















Chi sono, io? Mi dicon spesso
che esco dalla mia cella
calmo e lieto e saldo
come il padrone del suo castello.

Chi sono, io? Mi dicon spesso
che parlo alle mie guardie
libero e amichevole e chiaro
come fossi io a comandare.

Chi sono, io? Mi dicon anche
che sopporto i giorni della sventura
impavido e sorridente e fiero
come chi è avvezzo alla vittoria.

Io, in realtà, son ciò che gli altri dicono di me?
O sono solo ciò che so io di me stesso?
Inquieto, nostalgico, malato come un uccello in gabbia
bramoso d'un respiro vivo come mi strozzassero alla gola
affamato di colori, di fiori, di voci d'uccelli
assetato di parole buone, di presenza umana

tremante di collera davanti all'arbitrio e alla più meschina umiliazione
roso per l'attesa di grandi cose
impotente e preoccupato per l'amico ad infinita distanza
stanco e vuoto per pregare, per pensare, per creare
esausto e pronto a prendere congedo da tutto?

Chi sono, io? Questo o quello?
Oggi uno, domani un altro?
Sono tutt'e due insieme? davanti agli uomini un simulatore
e davanti a me stesso uno spregevole, querulo rottame?
O ciò che in me c'è ancora rassomiglia all'esercito sconfitto
che si ritira in disordine prima della vittoria del già vinto?

Chi sono, io? - domandare solitario che m'irride.
Chiunque io sia, tu mi conosci, tuo sono io, o Dio!

Dietrich Bonhoeffer, Chi sono, io?

mercoledì 1 agosto 2012

Giovannino Guareschi nel Lager di Sandbostel (Germania), 1944

















Le parole nascono ma non muoiono. Non muore niente, a questo mondo. Le parole nascono e poi, essendo più leggere dell'aria, salgono in su e arrivano fino al punto in cui il cielo finisce e comincia l'eternità. E lì ristanno.
Come se si liberassero in una stanza cento palloncini: arrivati al soffitto si fermerebbero. Così le parole nel cielo.
Lassù ci sono tutte le parole del mondo: dal grido minaccioso di Caino, all'ultimo discorso di Farinacci, alla cantilena dello straccivendolo, al canto dell'innamorato. Verba volant. Le parole volano, non si volatilizzano.

Giovannino Guareschi, Lager di Beniaminowo, 1944

sabato 21 luglio 2012

Giovanni Lindo Ferretti




















Il chiodo è ai sedentari, dove lo pianti resta inchiodato, ultima minimale derivazione edile.
Il nodo si snoda riannoda all'occorrenza, dice l'arrivo del nomade, ne certifica partenza.
Nodo e chiodo dell'uomo è la poesia. Poesia è subire la forza dell'essere combattendo.
È un'arma la parola, un'arma il tono, il ritmo. Forma e sostanza preziosa.
Deve essere forte anche quando leggera quando si fa sinuosa.
Un rapimento, un'estasi che brucia e fa silenzio intorno.
Far fiorire il deserto, fuori, dove acqua evapora.
Farlo fiorire dentro dove l'eccesso satura.
Non tanto liberare fantasia, quanto lo sforzo di penetrare realtà rivelandola, è poesia.
Tra l'immaginario e il reale c'è il senso del limite, la finitezza d'esser uomini e donne.
L'immaginario comporta espansione illusoria, un appiattimento sulla dimensione orizzontale, ben più affascinante il reale si svela se s'accetta il limite. 
Tensione tra stato di necessità e trascendenza.

Giovanni Lindo Ferretti, da Reduce 

sabato 30 giugno 2012

Foto di Rodney Smith




















The important thing is not
to imagine one ought
have something to say,
a raison d'etre, a plot for the play.
The only true teaching
subsists in watching
things moving or just colour
without comment from the scholar.
To look on is enough
in the business of love.
Casually remark
on a deer running in a park;
mention water again
always virginal,
always original,
it washes out Original Sin.
Name for the future
the everydays of nature
and without being analytic
create a great epic.
Girls in red blouses,
steps up to houses,
sunlight round gables,
gossip's young fables,
the life of a street.

O wealthy me!
O happy state!
With an inexhaustible theme
I'll die in harness,
I'll die in harness with my scheme.

Is, Patrick Kavanagh



La cosa importante non è
immaginare che si debba
avere qualcosa da dire,
una ragion d'essere, una trama per la storia.
L'unica vera lezione
consiste nel guardare
cose che si muovono o appena prendono colore
senza commenti da parte del filologo.
Stare a guardare è abbastanza
quando è questione di amore.
Come nulla fosse mettiti a osservare
il daino che corre nel parco;
accenna all'acqua, ancora una volta
sempre verginale,
sempre originale,
che il peccato originale sciacqua via.
Per il futuro metti un nome
ad ogni quotidianità della natura
e senza essere analitico
crea una grande epica.
Ragazze con le camicette rosse,
gradini che portano a casa,
raggi di sole attorno ai tetti,
le giovani frottole e le chiacchiere,
la vita di una strada.

Che ricchezza!
Che gioia!
Con un tema inesauribile
morirò con le armi in pugno,
morirò con le armi in pugno e questo progetto.