venerdì 2 novembre 2012


Dino Buzzati
















Ogni vero dolore viene scritto su lastre di una sostanza misteriosa al paragone della quale il granito è burro. E non basta una eternità per cancellarlo. Fra miliardi di secoli la sofferenza e la solitudine di mia mamma, provocate da me, esisteranno ancora. E io non posso rimediare. Espiare soltanto, semmai, sperando che lei mi veda.
Ma lei non mi vede. Lei è morta e distrutta, non sopravvive, o meglio non restano più che i residui del suo corpo orrendamente umiliato deagli anni, dal male, dalla decomposizione del tempo.
Niente? Proprio niente rimane. Di mia mamma non esiste più nulla?

Dino Buzzati da I due autisti

sabato 27 ottobre 2012

Che cosa sono le nuvole?












OTELLO: Iiih! E che so' quelle?
IAGO: Quelle sono... sono le nuvole...
OTELLO: E che so' ste nuvole?
IAGO: Mah!
OTELLO: Quanto so' belle, quanto so' belle... quanto so' belle...
IAGO: Ah, straziante meravigliosa bellezza del creato!

Pier Paolo Pasolini, da Che cosa sono le nuvole?

sabato 13 ottobre 2012

Italo Calvino



















L'universo si disfa in una nube di calore, precipita senza scampo in un vortice d'entropia, ma all'interno di questo processo irreversibile possono darsi zone d'ordine, porzioni d'esistente che tendono verso una forma, punti privilegiati da cui sembra di scorgere un disegno, una prospettiva. L'opera letteraria è una di queste minime porzioni in cui l'universo si cristallizza in una forma, in cui acquista un senso, non fisso, non definitivo, non irrigidito in un'immobilità mortale, ma vivente come un organismo.

da Italo Calvino, Lezioni americane

lunedì 24 settembre 2012

Pierre aux pieds













Chi oggi salga lungo i sentieri alpini della Vanoise, troverà ancora, a due ore di marcia dal rifugio di Vallonbrun, sullo sprone di roccia che culmina verso il cielo a 2.700  metri, l'impressionante "Pierre aux Pieds", che vede salire - appaiati verso il fastigio - ottantadue piccoli piedi scavati, nella roccia compatta, sin dal neolitico: preghiera votiva verso il cielo, slancio nell'aldilà del visibile, cammino verso la luce di vita?

[...]

L'uomo, da quando abita la terra, la abita camminando in cielo.

Carlo Ossola, da Il continente interiore

giovedì 13 settembre 2012

Thomas Carlyle













Un pensiero musicale è un pensiero parlato da una mente che è penetrata nel cuore più intimo della cosa, che ne ha scoperto il più intimo mistero, la melodia che giace nascosta in essa, l'interiore armonia di coerenza che è l'anima sua, per la quale essa esiste, ed ha il diritto di esistere, qui, in questo mondo. Possiamo dire che tutte le più intime cose sono melodiose, si esprimono naturalmente in canto.

[...]

Noi dunque chiameremo la poesia pensiero musicale. Il poeta è colui che pensa in tal modo.

Thomas Carlyle, da Gli eroi

lunedì 3 settembre 2012

Giorgio Agamben













Come il sacrificio restituisce al mondo sacro ciò che l'uso servile ha degradato e reso profano, così, attraverso la trasfigurazione poetica, l'oggetto è strappato tanto alla fruizione che all'accumulazione e restituito al suo stato originale.
 
Giorgio Abamben, da Stanze

lunedì 27 agosto 2012

Dietrich Bonhoeffer



















Chi sono, io? Mi dicon spesso
che esco dalla mia cella
calmo e lieto e saldo
come il padrone del suo castello.

Chi sono, io? Mi dicon spesso
che parlo alle mie guardie
libero e amichevole e chiaro
come fossi io a comandare.

Chi sono, io? Mi dicon anche
che sopporto i giorni della sventura
impavido e sorridente e fiero
come chi è avvezzo alla vittoria.

Io, in realtà, son ciò che gli altri dicono di me?
O sono solo ciò che so io di me stesso?
Inquieto, nostalgico, malato come un uccello in gabbia
bramoso d'un respiro vivo come mi strozzassero alla gola
affamato di colori, di fiori, di voci d'uccelli
assetato di parole buone, di presenza umana

tremante di collera davanti all'arbitrio e alla più meschina umiliazione
roso per l'attesa di grandi cose
impotente e preoccupato per l'amico ad infinita distanza
stanco e vuoto per pregare, per pensare, per creare
esausto e pronto a prendere congedo da tutto?

Chi sono, io? Questo o quello?
Oggi uno, domani un altro?
Sono tutt'e due insieme? davanti agli uomini un simulatore
e davanti a me stesso uno spregevole, querulo rottame?
O ciò che in me c'è ancora rassomiglia all'esercito sconfitto
che si ritira in disordine prima della vittoria del già vinto?

Chi sono, io? - domandare solitario che m'irride.
Chiunque io sia, tu mi conosci, tuo sono io, o Dio!

Dietrich Bonhoeffer, Chi sono, io?