lunedì 20 settembre 2010



Late fragment

And did you get what
you wanted from this life, even so?
I did.
And what did you want?
To call myself beloved, to fell myself
beloved on the earth.

E hai ottenuto quello che
volevi da questa vita, nonostante tutto?
Sì.
E cos'è che volevi?
Potermi dire amato, sentirmi
amato sulla terra.

Raymond Carver

mercoledì 15 settembre 2010



Sangue - sua profusione
in ogni dove
del mondo,
capillarmente
in tutto l'universo,
sua stormente
ramificazione
in ogni specie
dell'aria, della tera,
degli acquitrini
dentro vene,
arterie, cannule,
tubicini -
suo spreco,
sua dissipazione antica
nelle stragi palesi e clandestine,
nelle cacce, nelle ecatombi,
nelle mattanze, nelle carneficine,
nelle croci - una alzata ad espiarne
lo sperpero, lo scempio...
Dove corre il sangue, dove annega?
come l'acqua, come i fiumi
ritorna alla sorgente
il sangue, scende e sale
dalla morte alla resurrezione.
O sanguis meus...

Mario Luzi

venerdì 3 settembre 2010



Kiedy mówisz

Aleksandrze Iwanowskiej

Nie płacz w liście
nie pisz że los ciebie kopnął
nie ma sytuacji na ziemi bez wyjścia
kiedy Bóg drzwi zamyka --- to otwiera okno
odetchnij popatrz
spadają z obłoków
małe wielkie nieszczęścia potrzebne do szczęścia
a od zwykłych rzeczy naucz się spokoju
i zapomnij że jesteś gdy mówisz że kochasz.


Quando dici

ad Aleksandra Iwanowska

Non piangere per lettera
non dire che sei stata presa a calci dalla sorte
nessuna situazione al mondo è senza uscita
quando Dio chiude una porta - apre una finestra
tira un sospiro e guarda
cadono dalle nuvole
piccole e grandi infelicità indispensabili per la felicità
tu dalle cose semplici impara la serenità
e dimentica che esisti quando dici che ami.

Jan Twardowski

venerdì 20 agosto 2010

Ciò che occorre è un uomo
non occorre la saggezza,
ciò che occorre è un uomo
in ispirito e verità;
non un paese, non le cose,
ciò che occorre è un uomo,
un passo sicuro, e tanto salda
la mano che porge che tutti
possano afferrarla, e camminare
liberi, e salvarsi.

Carlo Betocchi

domenica 4 luglio 2010



Trasparenze
a Canterina

Sempre la trasparenza delle cose
Mi desta nello spirito letizia...

Ora fuso nel croggiuolo delle rose,-

Azzurra cima dove il cielo inizia
Nuovo, sue nozze con la terra nuova,-

Fibre d'autunno in cui la linfa langue,
Ma'l fuoco della vita sì vi cova
Che nel cuore nel bosco gronda il sangue,-

Vigna nel sol, che sembra stampi e tessa
La vigna d'ombra sulla vigna stessa,-

Mondi in germe, voràgini celesti,
Scesi nella spiral d'una conchiglia
Secondo il verso degli eterni gesti,-

Nel fior che spunta vortice se alzo
Contro al raggio la lamina vermiglia,-

Materno mar che mostra ad ogni balzo
La morte verde che si porta in bocca,-

Pietra che rende la luce che la tocca
Invece d'ombra luce, ed è figura
Della risorta mia forma futura,-

Sole e luna de'nobili metalli,
Fulgoreastrale delle gioie rare,
Gloria nella quale altra gloria appare,-

Verità scritta in chiaro ne' cristalli,-

Perla, nebbia che sogna d'infinito,-

Estasi e strazio, la vertiginosa
Vetrata, eppur serena come rosa,
Incendio in una rosa di granito,-

Oh, più della più bella gemma, belle
Lagrime d'una madre sorte a la ora
Dell'addio! Infimi lumi! e vi affiora
L'immenso amor che piange nelle stelle,-

Rimescolio di sprazzi e pazze foglie
Nella foresta di smeraldo e d'oro,-
Porta che s'apre (a che sublimi soglie)
Quando con soffio crescente arde il coro,-

Dietro Damasco, il monte di topazio,-
Ombre di zaffìro del Sinai, pira
Rovente al vento altissimo che spira,-

Deserto acceso sì di gloria e d'ira
Che muta terra in astro nello spazio.-

O specchio delle stelle, viso che amo,
Dimmi, diletta mia, dono di Dio,
Il luogo di delizie ove eravamo
Liberi, soli, tu ed io,
Ai primi dì del mondo, lo ricordi?

Tutto è caduto lordo intorno, e lordi
Caduti andiam pur noi! Unico ramo
Rimasto del giardino dei primordi
Sei tu, lume del cuor, moglie, mia moglie!

Come più vivo il verde per le foglie
Filtra, e la gioia per la sofferenza
Quando risplende il raggio che le coglie,

Così tu, donna, sei la trasparenza.

Lanza del Vasto. Cordoba d'Argentina, 6 agosto 1966

domenica 26 ottobre 2008



Le api fanno il nido nelle fessure
di costruzioni in rovina; e là
le madri degli uccelli portano vermi e mosche
il mio muro è in rovina: api
venite a costruire nella dimora vuota dello storno.

Siamo chiusi dentro e la chiave è girata
sulla nostra insicurezza; da qualche parte
un uomo viene ucciso o una casa bruciata,
ma nessun fatto chiaro da capire:
venite a costruire nella dimora vuota dello storno.

Una barricata di pietra o di legno:
quattordici giorni e più di guerra civile;
la notte scorsa hanno portato lungo la strada
il corpo insanguinato del giovane soldato morto:
venite a costruire nella dimora vuota dello storno.

Avevamo nutrito il cuore di fantasie
e per ciò il cuore si è indurito:
più sostanza nei nostri rancori
che nel nostro amore; o api operaie
venite a costruire nella dimora vuota dello storno.

Yeats, da Meditations in time of civil war

venerdì 24 ottobre 2008


Lugubre, lugubre canto s'intoni; ma il bene trionfi.

Eschilo, dall' Agamennone