venerdì 24 dicembre 2010


A.Gaudì, part. del Portico della Carità,
Sagrada Familia, Barcellona




















Verrà come la caduta dell'ultima foglia.
Una notte quando il vento di novembre
ha flagellato gli alberi all'osso, e la terra
si sveglia asfissiando dalla muffa,
dal dispiegarsi del morbido sudario.

Verrà come il gelo.
Una mattina quando la terra rattrappita
si apre sulla nebbia, per trovarsi
bloccata nella rete
di una bellezza sconosciuta, affilata.

Verrà come il buio.
Una sera quando il sole rosso fiammante
di dicembre tira su il lenzuolo
e copre il suo occhio con una moneta per mietere
i campi di cielo nevicati di stelle.

Verrà, verrà,
verrà come pianto nella notte,
come sangue, come rottura,
non appena la terra si dibatterà per liberarlo.
Egli verrà come bambino.

Rowan Williams, Calendario dell'Avvento

martedì 21 dicembre 2010

William Congdon - La madonna del presepio



















Ci sono state delle volte in cui ho pensato che non desideriamo il Cielo, ma più spesso mi trovo a chiedermi se, nel fondo del cuore, non abbiamo mai desiderato altro. […]

E non è forse vero che le vostre amicizie più durevoli sono nate nel momento in cui finalmente avete incontrato un altro essere umano che aveva almeno qualche sentore […] di quel qualcosa che desiderate fin dalla nascita e che cercate da sempre di trovare, di vedere e di sentire, sotto il flusso di altri desideri e in tutti i temporanei silenzi tra le altre passioni più forti, notte e giorno, anno dopo anno, dall’infanzia alla vecchiaia? Non l’avete mai posseduto. Tutte le cose che hanno mai posseduto profondamente la vostra anima ne sono state solo degli indizi - barlumi allettanti, promesse mai completamente realizzate, echi che si spegnevano subito, appena vi arrivavano alle orecchie. Ma se questa cosa dovesse veramente manifestarsi – se mai dovesse sentirsi un’eco che non si spegnesse subito ma si espandesse nel suono stesso – voi lo sapreste. Al di là di ogni possibilità di dubbio direste: “ecco finalmente quella cosa per cui sono stato creato”.

Clive Staples Lewis, da Il problema della sofferenza

lunedì 29 novembre 2010

Quel che resta della bacheca di Lista Aperta presso la facoltà di Lettere e Filosofia di Firenze a seguito dell'occupazione cominciata il 25-11-10. I cartelli bianchi sono a coprire le bestemmie.
Che cos'è la libertà, allora?
Distacco, assenza d'ansia o pensieri messi a fuoco?
Forse, piuttosto, è un senso d'essere abitato, senza violazione.
Sollevato, e pienamente presente
alla presenza del momento,
per vedere che tutto converge alla consapevolezza,
a una comprensione d'abitare che rende la realtà
palpabile, toccabile, potente e fisica
e pur sempre profondamente,
intrinsecamente metafisica,
essere inabitato senza occupazione,
chiamata o attenzione
e abile a dare, a prendere pienezza
delle cose che sono,
l'unità del reale,
Dio nel presente.

Quentin Dupont, La presenza nel momento

lunedì 22 novembre 2010


Jean Guitton













La lingua è come un fiume che scorre maestoso: sulle rive io vedo dei gigli sperduti tra i canneti; dei giovani si divertono a intrecciare i gigli e a gettarne le corone nella corrente. E' così che, avendo composto dei versi con le più belle delle nostre parole, i poeti li riaffidano al destino della lingua che li trascina con sé. Ecco la grandezza del linguaggio. Ecco perchè è buona cosa imparare dei vocaboli o dei versi e saperli, come si dice, a memoria. Si crede di riempire lo spirito di vocaboli; in realtà ci si arricchisce di pensieri.

Jean Guitton, da Arte nuova di pensare

sabato 6 novembre 2010


A.Rublev, Cristo Salvatore



















Il Signore, quando attecchisce nell'intimo è come un fiore
assetato di caldo sole.
Vieni, dunque, o luce, dalle profondità dell'inesplicabile giorno
e pósati sulla mia riva.


Ardi, non troppo vicino al cielo
e non troppo lontano.
Ricordati, cuore, di quello sguardo
in cui ti attende tutta l'eternità.


Chìnati, cuore, chìnati, sulla riva,
annebbiata nella profondità degli occhi,
sul fiore inaccessibile,
su una delle rose.
 
Karol Wojtyła, dal Canto del Dio nascosto

martedì 2 novembre 2010


Van Gogh, Barche da pesca sulla spiaggia














Se vuoi costruire una barca non radunare uomini per tagliare legna, dividere i compiti e impartire ordini, ma insegna loro la nostalgia del mare vasto e infinito.

Antoine de Saint-Exupéry

mercoledì 27 ottobre 2010













Map of the new world

Archipelagoes

At the end of this sentence, rain will begin.
At the rain’s edge, a sail.

Slowly the sail will lose sight of islands;
into a mist will go the belief in harbours
of an entire race.

The ten-years war is finished.
Helen’s hair, a gray
cloud.
Troy, a white ashpit
by the drizzling sea.

The drizzle tightens like the strings of a harp.
A man with clouded eyes picks up the rain
and plucks the first line of the Odyssey.


Mappa del nuovo mondo

Arcipelaghi

Alla fine di questa frase, comincerà la pioggia.
All'orlo della pioggia una vela.

Lenta la vela perderà di vista le isole;
in una foschia se ne andrà la fede nei porti
di un'intera razza.

La guerra dei dieci anni è finita.
La chioma di Elena, una nuvola grigia.
Troia, un bianco accumulo di cenere
vicino al gocciolar del mare.

Il gocciolio si tende come le corde di un'arpa.
Un uomo con occhi annuvolati raccoglie la pioggia
e pizzica il primo verso dell'Odissea.

Derek Walcott