sabato 28 gennaio 2012

Giorgio Orelli



















Invano hai cercato di dirmi
in quale parte del bosco a me più noto
ti perdesti quel giorno d'estate;
se l'acqua sentita da poco lontano
era un fiume; sull'orlo di quale burrone
tremasti prima di scorgere un uomo
che sul tuo stesso sentiero veniva alla tua volta,
né sequestrato né sequestratore
ma nello sguardo tale
da non ispirarti fiducia, da farti anzi paura
a segno che fuggisti per altro sentiero
e fuggendo sbucasti sulla strada
dove presto ottenesti un passaggio,
l'unico chiesto in vita.
Ora non posso più chiederti di dirmi
se dove stai smarrendoti qualcuno
ti viene incontro senza spaventarti
e ti prende per mano.


Giorgio Orelli, Per zia Anna

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