lunedì 27 agosto 2007

La poesia è il reale, il reale veramente assoluto. Questo è il nocciolo della mia filosofia.
Novalis

5 commenti:

Andrea Cristiano ha detto...

Affascinante. Intuisco una Verità, ma non comprendo cosa si intenda per Assoluto.
Io lo intendo come ciò che non dipende da altro, e come tale Assoluto è solo Dio. La realtà può essere solamente dipendente, o può essere assoluta in quanto Volto di Cristo, ovvero le circostanze.
E' questo che intendevi, o mi sto facendo seghe mentali?

Giovanni ha detto...

la frase l'ho presa da un saggio di luzi, quindi è estrapolata dal suo contesto. ad ogni modo mi sembrava comunque significativa in sè. ora, non conosco abbastanza bene il pensiero di Novalis per sciogliere il tuo dubbio, e del resto non mi dispiace che questa frase si esaurisca con una sua parafrasi, quindi non mi sento di spiegarla. semplicemente, credo che l'accento sia spostato non su Cristo, quanto proprio sul reale. anche uno non cristiano può scrivere poesia. secondo me questa frase può indicare che la poesia è capace di cogliere il reale nella sua interezza, comprendendolo appieno senza definirlo, ma trovando la parola poetica più aderente al dato, cosi sua propria che la sua significazione si approfondisce nell'approssimazione in fieri dell'oggetto alla sua anima. almeno, questa è l'accezione luziana della frase. immagino non mi sia spiegato, ma è un po' complesso farlo qui, in un commento.

Federico ha detto...
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Federico ha detto...

Onde evitare fraintendimenti sul termine di Assoluto (Novalis, sebbene cristiano e quindi romantico sui generis, sempre romantico era), farei parlare il nostro buon maestro Mario Luzi: «la poesia è il reale, il reale assoluto, se vogliamo insistere su quel fascinoso vocabolo: solo, non verità opposta a inganno, ma il reale che dal profondo della realtà del mondo trova la voce giusta per enunciarsi».

Andrea Cristiano ha detto...

Affascinante...!